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Inviato da: Alessandro Serra
18/12/2007

Le rappresentanti di alcune associazioni hanno scritto una lettera aperta ai consiglieri della commissione Politiche Sociali sul bonus-bebé: un provvedimento approvato dalla maggioranza che governa il Comune di Cagliari su proposta di Alleanza Nazionale. Non comprendo per quale motivo le signore in questione abbiano bisogno di ricorrere ad una lettera quando il presidente della Commissione le ha invitate non molto tempo fa a esporre le loro idee e le abbiamo ascoltate con attenzione. Con questa proposta intendiamo dare dei beni di prima necessità alle famiglie per allevare i propri bebé, dato che avere dei figli è sempre più un lusso. In commissione le signore che hanno scritto la lettera aperta hanno fatto alcuni suggerimenti, espressi con passione, ma a mio modesto avviso non tutti condivisibili. Sulla questione del latte mi sembra che una risposta efficace sia stata data dalle tre consigliere comunali (due mamme e un medico), ma anche l’iniziativa della Regione Toscana, portata ad esempio dalle rappresentanti delle associazioni, recita: “Quasi tutte le donne possono allattare al seno, se adeguatamente sostenute. Nei casi in cui vi sia una controindicazione medica è possibile avere gratuitamente il latte artificiale: il vostro pediatra o il neonatologo vi darà tutte le informazioni necessarie.” L’idea che mi sembra veramente impraticabile, però, è quella di distribuire pannolini lavabili anziché quelli usa e getta. Oggi molte donne, oltre a fare le madri, lavorano e dove troverebbero il tempo per lavare tutti quei pannolini? Inoltre per lavarli è necessario usare detersivi, consumare acqua e corrente elettrica: siamo sicuri che sarebbe una scelta ecologica? Nonostante le posizioni fossero distanti su molti punti, abbiamo avuto modo di chiarire che i cittadini cagliaritani che beneficeranno del bonus potranno scegliere essi stessi i prodotti da acquistare e abbiamo invitato le associazioni a preparare una lettera per informare la cittadinanza dei loro suggerimenti. In questo modo chi sarà d’accordo con loro prenderà i pannolini lavabili, le fasce porta-bambini e quant’altro, ma chi la pensa diversamente o ha altre necessità avrà la possibilità di scegliere altri prodotti. Per quanto riguarda il “servizio di counselling per i neo genitori a sostegno dell'allattamento al seno” ricordo ancora una volta che i contributi per questo genere di iniziative sono previsti in altre voci del bilancio comunale e non comprendo per quale motivo si metta la cosa in rapporto di alternativa rispetto al bonus, come se le due cose si escludessero l’una con l’altra. Al di là della diversità di vedute, mi sembra che la commissione abbia mostrato un’apertura significativa, senza comprimere, però, la libertà di scelta delle famiglie e delle donne in particolare. Per questo mi sembra che la sortita a mezzo stampa delle nostre interlocutrici abbia avuto toni eccessivamente conflittuali e strida con l’atteggiamento dialogante della commissione. L’abusata  metafora del pesce e dell’insegnare a pescare non c’entra niente con la questione di cui si tratta. Anzi, diciamo che può essere rovesciata: c’è gente che saprebbe benissimo come fare il genitore, che non ha bisogno di qualcuno gli dica come farlo, ma ha solo bisogno di un piccolo aiuto per mantenere la famiglia. A questa esigenze risponde il bonus-bebé.

Di seguito, riporto la lettera di cui si tratta nel post

Il bonus usa e getta del Comune di Cagliari:
qualche idea migliore per mamme e neonati

La decisione del Comune di Cagliari di spendere in latte artificiale e pannolini usa e getta l'intervento di sostegno per le neomamme non è piaciuta ad un gruppo di associazioni, che scrivono una lettera aperta ai consiglieri della commissione Politiche sociali e all'assessore Anselmo Piras.

Gentilissimi Consiglieri,

a seguito delle nostre conversazioni telefoniche e dei nostri incontri pre-feriali sul “bonus bebè” previsto in bilancio per i nati del 2008, vi mandiamo alcuni suggerimenti utili ad approfondire le nostre argomentazioni fortemente contrarie alla distribuzione di latte artificiale, pappe e pannolini usa e getta e tese al rispetto di quanto ha ispirato la stesura del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno.

Se i centomila euro in bilancio per il “kit di prima necessità” per neonati devono necessariamente essere spesi in un aiuto di tipo materiale alle famiglie, si può prendere in considerazione l'idea di una fornitura base di pannolini lavabili per neonati (un toccasana contro l'inquinamento inutile ed evitabile) o una fascia portabebè per la mamma (niente di meglio per agevolare l'allattamento al seno).

Diverse e illuminate amministrazioni pubbliche della penisola hanno già felicemente recepito quanto raccomandato dall'OMS in tema di allattamento materno e hanno deciso di investire in ammirevoli campagne di promozione e informazione (si veda ad esempio l'iniziativa della Regione Toscana) che si rivelano essere vere e proprie campagne di prevenzione a lunga veduta, a beneficio della salute delle prossime generazioni.

L'ideale sarebbe poter affiancare ad un'azione così illuminata l'istituzione di un servizio di counselling per i neo genitori a sostegno dell'allattamento al seno, dell'uso delle fasce per “portare i piccoli”, dell'uso dei pannolini lavabili. Un servizio siffatto, realizzato in collaborazione con le istituzioni, potrebbe realizzarsi al meglio previa realizzazione di un corso di formazione rivolto a volontari. Non sarebbe per noi difficile elaborare un progetto più articolato al riguardo. La proposta avanzataci da parte del presidente della commissione Politiche sociali di avere un incontro con l'assessore ci pare ottima cosa e rimaniamo in attesa di essere contattati.

Distibuire canne da pesca ed insegnare a pescare sarà senza dubbio più efficace che dare un singolo pesce (per di più in scatola e artificiale, in questo caso!) a ciascun affamato.

Ecco alcuni interessanti risorse in rete:

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 Alessandro Serra - Cagliari