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Alessandro Serra
04/08/2010
Il caso. Singolare protesta all'Oasi Cafè dopo il blitz di martedì con i sequestri di mixer in tre baretti
Serra (Pdl) e Tavolacci (Udc): «Nuovi orari per la musica al Poetto»
Si è svolta ieri notte alla Quarta fermata, davanti all'Oasi Cafè, la
prima manifestazione “Tutti in strada in silenzio contro il silenzio”.
Tutti in strada in silenzio contro il silenzio . Il titolare dell'Oasi
Cafè, Luciano Spiga, attraverso facebook ha lanciato l'idea di una
manifestazione “silenziosa” nella guerra dei decibel al Poetto. La prima
protesta pacifica contro il blitz di martedì sera e il sequestro di
mixer e casse acustiche nei baretti si è svolta ieri alle 22, con il
sostegno di molti giovani e turisti. Verrà riproposta anche oggi e nel
fine settimana. Un'iniziativa per contestare l'ordinanza comunale che ha
imposto limitazioni definite rigide per le serate musicali. E anche
nella maggioranza che governa la città di Cagliari si parla di rivedere
l'ordinanza: i consiglieri Alessandro Serra e Massimiliano Tavolacci
invocano nuovi limiti e orari per «una città che deve essere viva e
vivibile anche per i giovani».
L'INIZIATIVA I sequestri e le denunce ai gestori dell'Oasi Cafè, del
Palm Beach e del Nilo hanno creato un fronte comune tra i giovani in
difesa della musica e del divertimento al Poetto. Per questo Luciano
Spiga ieri notte ha dato appuntamento a clienti e amici davanti al suo
baretto. «Un'iniziativa in silenzio contro il silenzio. E se dovesse
servire ci ritroveremo anche nei prossimi giorni, compreso il weekend». I
titolari dei chioschi chiedono di poter lavorare: «Se non offriamo
serate di musica», hanno ripetuto Spiga e Maria Assunta Cabras,
proprietaria del Palm Beach, «possiamo dimenticarci la clientela
giovane, quella che viene al Poetto di notte, e i turisti. In questo
modo lavoriamo di meno e saremo costretti a licenziare una buona parte
dei nostri dipendenti». C'è di più. «La musica», secondo il gestore
dell'Oasi Cafè, «può essere diffusa tutto il giorno e tutta la notte nel
rispetto dei decibel. Il dj invece, secondo l'ordinanza comunale, può
lavorare durante la settimana, tranne il lunedì, dalle 21 alle 24, e il
fine settimana con una proroga di un'ora. Non capisco perché la licenza
per la musica dal vivo preveda un intrattenimento fino all'1, mentre con
un semplice contratto Siae ed un lettore di cd originali si possono
mantenere sempre gli stessi volumi previsti per legge durante tutto il
giorno e tutta la notte».
IL TURISMO Nonostante non abbia competenze dirette sul litorale e
sull'ordinanza, Gianni Giagoni è l'assessore al Turismo. E il Poetto è
una delle attrazioni principali. Senza dichiararsi apertamente contrario
all'ordinanza, Giagoni avanza comunque alcune perplessità: «Se si vuole
puntare sul turismo una città deve offrire servizi passando per un
sacrificio dei cittadini. Un esempio è la decisione di chiudere al
traffico Castello: i residenti non hanno fatto salti di gioia, ma è
stata una scelta vincente dal punto di vista turistico. La stessa cosa è
avvenuta alla Marina. Chi vive in questi quartieri ha comunque un
vantaggio: la zona diventa pregiata e le loro abitazioni acquistano un
maggiore valore commerciale». Il ragionamento può essere esteso al
Poetto: «Chi svolge un'attività ricreativa con la musica», prosegue
Giagoni, «disturba. Questo è innegabile. Si tratta di capire se si vuole
affrontare la sfida con le altre città europee. Prendiamo il caso di
Barcellona: la città è viva tutta la notte, nel centro e nel litorale».
SUBITO IL PUL Il “caso Poetto” torna così d'attualità nell'agenda
politica cagliaritana. Prima del blitz nei baretti, era toccato ai
venditori di ricci, passando poi per l'abbattimento dei chioschi e la
chiusura dei campi di beach volley e beach tennis nella spiaggia. «Sono
tutti segnali», commentano i consiglieri comunali di centrodestra, Serra
e Tavolacci, «che una parte della politica e dell'amministrazione
devono ancora adeguarsi all'idea che i cittadini e i turisti hanno della
nostra spiaggia. Se vogliamo che Cagliari sia una città turistica e che
offra opportunità dobbiamo cambiare e dobbiamo farlo subito». Per
questo i due consiglieri chiedono che il Consiglio comunale «venga messo
nelle condizioni di discutere e approvare il nuovo piano del litorale
in base agli indirizzi che da tempo ha già fornito alla giunta». Ma
l'idea è un'altra: «Occorre adeguare limiti e orari permettendo alla
città di essere viva e vivibile anche per i più giovani, sia in termini
occupazionali sia in termini di offerta ricreativa. Questo nel rispetto
dei diritti di tutti, di regole precise e trasparenti e del valore
ambientale della spiaggia».
MATTEO VERCELLI
05/08/2010
I residenti
«Volume troppo alto? I problemi sono altri»
L'estate è la stagione delle feste, dei falò in spiaggia e delle bevute
con gli amici. Ma estate significa anche turisti che hanno voglia di
divertirsi. Di questo sembrano essere coscienti anche i residenti del
Poetto, che tollerano la musica più alta del normale. Ma anche chi
frequenta i chioschetti sa che il problema esiste e si dovrebbe far
qualcosa.
Marcello Cannas è seduto con gli amici, Giovanni Ambu e Matteo Pisu, a
godersi il fresco di una notte estiva di maestrale, in uno dei chioschi
della quinta fermata. Per tutti e tre «si dovrebbe trovare il giusto
equilibrio tra le esigenze dei gestori dei chioschi e quello dei
residenti, che hanno il diritto di riposare la notte». Matteo aggiunge
che «bisognerebbe limitare un po' i decibel. Anche nel fine settimana».
IL TURISMO Più avanti, nei chioschi tra lo stabilimento dell'Aeronautica
militare e l'ospedale Marino, dove i concerti in spiaggia sono la
maggiore attrattiva, le opinioni cambiano. «Qui di fronte non ci sono
abitazioni, c'è solo l'ippodromo. In questo tratto di spiaggia non
dovrebbero esserci limitazioni. A chi dà fastidio la musica? Ai
cavalli?», dichiara Mattia Congiu, mentre Daniela Satta aggiunge: «Fino
all'anno scorso c'erano moltissimi turisti, perché si sapeva che se
venivi al Poetto comunque avresti trovato qualche concerto interessante.
Quest'anno la spiaggia è semivuota». Mentre Andy Konemann (che a
dispetto del nome tedesco ha l'accento che rivela l'origine isolana)
pone un problema di coerenza: «Non capisco perché nessuno dice niente
per i chioschi nel centro, che sparano il televisore a tutto volume sino
all'alba. Mentre qui al Poetto ci sono tante polemiche inutili».
I RESIDENTI Nonostante le tante polemiche, i residenti del Poetto non
sembrano infastiditi dalla musica ad alto volume. I problemi sono altri.
In primo luogo la mancanza di educazione di chi non rispetta il
quartiere balneare della città. «Bisognerebbe fare il test alcometrico
prima che i ragazzi entrino in discoteca, è quello il momento peggiore»
esclama con enfasi Graziella Medda, residente in via dei Villini, che
aggiunge: «La mattina troviamo solo bottiglie vuote e le tracce delle
sbronze della sera prima. È giusto divertirsi, andare a ballare, ma
bisogna essere più civili. Pensano solo a stracciarsi». Della stessa
opinione Egle Floris: «Il vero problema è la maleducazione. La Polizia
municipale dovrebbe fare più controlli». Stessa richiesta di Alessandro
Olla, che abita tra la quarta e la quinta fermata: «La musica? A me
piace, non è un problema. Ci vorrebbe più controllo anche nei vicoli
interni, non solo nel lungomare e nel lungosaline. Quello che non
tollero è vedere la gente bivaccare, lasciare i rifiuti ovunque. I
decibel li fa anche il Lido, e nessuno dice niente». Mentre Svetlana
Utrina, che vive e lavora al Poetto, alla quinta fermata, nota un
cambiamento qualitativo: «Quest'anno mettono musica migliore, più
rilassante. Non rumorosa come quella degli anni passati. E in ogni caso
il volume è più basso». Sarà perché bisogna spegnere la musica a
mezzanotte, all'una nel fine settimana.
L'opinione che riassume meglio quella dei residenti è di Germana
Trincas: «Il Poetto è un quartiere mal gestito, non pulito e non
tutelato. Dovrebbero multare più severamente chi inquina, anche con i
mozziconi di sigarette. Sfruttare meglio le zone non residenziali,
regolare il traffico e i parcheggi. È giusto che d'estate i giovani si
divertano, ma con equilibrio». Parole con le quali sembra essere
d'accordo anche un residente “eccellente” del Poetto, l'assessore ai
Lavori pubblici del Comune Raffaele Lorrai, che dichiara: «Sono
favorevole a che i bar d'estate vivano ma dovrebbero moderare i decibel.
Il vero problema però sono gli schiamazzi. Anche quando i bar sono
chiusi». Una questione che non si risolve spegnendo la musica a
mezzanotte o all'una.
MARIO GOTTARDI
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