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Inviato da: Alessandro Serra
13/12/2009

Il bis ha dato meno frutti della prima: c'erano pochi venditori ambulanti nel largo Carlo Felice, ieri sera, quando, per la seconda volta in due giorni, polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale hanno passato al setaccio bancarelle e tappetini.
Le forze dell'ordine, coordinate dalla Questura nell'esecuzione di un piano di controlli deciso la settimana scorsa dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, sono entrate in azione, diversamente da quanto avevano fatto giovedì, nel pomeriggio. Poco prima delle 17, diverse pattuglie sono arrivate sul Largo.
Davvero pochi quelli che si sono fatti cogliere di sorpresa da un blitz ampiamente annunciato. Il marciapiede più ambito della città era semivuoto. Due, al termine dei controlli, i senegalesi denunciati per vendita di merce contraffatta: giubbotti Moncler, borse Luis Vuitton, scarpe Hogan. Tutto rigorosamente taroccato, ovviamente. Sotto sequestro quattro bustoni pieni di mercanzia.
Curioso l'episodio che ha visto per protagonista un senegalese: prima ancora che gli agenti della polizia gli domandassero nulla, l'immigrato si è avvicinato agli uomini in divisa e ha consegnato una grossa busta. «È piena di scarpe Hogan», ha detto. Il marchio, ovviamente, era falso. E le scarpe, a quanto pare, erano spaiate. I controlli, fa sapere la Questura, continueranno con la stessa intensità per tutto il periodo di acquisti natalizi.
LA PROPOSTA Sulle «degenerazioni del fenomeno» del commercio ambulante, intanto, si registra un intervento del consigliere comunale di maggioranza Alessandro Serra, che invita le forze dell'ordine ad «andare oltre la sanzione al singolo ambulante: si deve colpire - sostiene Serra - chi sfrutta queste persone». Cioè produttori e fornitori della merce contraffatta. Il consigliere stigmatizza quella che definisce una «moderna forma di schiavitù, per cui, sotto l'indifferenza di tutti, tanti ragazzi fanno chilometri a piedi, stracarichi di merce, con qualsiasi condizione climatica». È necessario, conclude Serra, «accompagnare i controlli con un intervento sociale finalizzato a liberare definitivamente chi vive in queste condizioni». ( m. n. )

fonte: L'Unione Sarda

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 Alessandro Serra - Cagliari