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Inviato da: Alessandro Serra
07/10/2009

Palazzo Civico. Floris, ecco le opere del Comune: ex Municipio, Ghetto degli ebrei, Teatro Civico e tre ascensori 

Gli uffici di via Roma bussano alla Regione per il rifinanziamento del progetto contestato

A volte ritornano. Sotto le antiche mura medievali, scaldano gli ingranaggi le scale mobili: il progetto dei percorsi meccanizzati di Castello, sepolto per la perdita del finanziamento a causa di una valutazione di impatto ambientale mai arrivata, viene riesumato dalla giunta Floris. Il sindaco spera stavolta nei buoni uffici della giunta regionale “amica”. Tutto nel nome dell'accessibilità e della vivibilità a Castello: il parcheggio interrato, gli ascensori e le scale mobili e i tapis roulant verticali. Quelli orizzontali, dice il Comune, non ci sono mai stati. Il progetto tuttavia, parla di 8 tappeti mobili.
IMPEGNATIVO il dispiegamento di forze schierato dal sindaco. Assieme a lui hanno fatto capolino a Palazzo Civico (sede d'ora in poi di una seduta di giunta al mese) 4 assessori (Onorato, Carta, Campus e Lorrai), i consiglieri comunali Massimiliano Tavolacci, Udc e Alessandro Serra, An ,due capi area (Zoccheddu e Ada Lai), tre dirigenti (Murgia, Casula e Solina) e il comandante della Municipale Mario Delogu. «Ho dato incarico », ha affermato Emilio Floris, «agli uffici affinchè venga ripresentata la domanda di finanziamento per i percorsi meccanizzati ». Floris annuncia il via libera per i campetti Apcoa di viale Regina Elena, inseriti nel percorso verde sotto le mura. Non solo. Trattative per l'apertura di un ufficio postale e il bancomat e il trasferimento del comando della Municipale proprio a palazzo Civico e auspica che il Tribunale militare, una volta dismesso sia occupato da un museo e non dalla Questura. Floris ha ribadito l'intenzione di risparmiare alcuni vuoti urbani di Castello per realizzare le isole ecologiche interrate del rione. «Con le risorse a disposizione del Comune, della Regione e dell’Ue vogliamo realizzare una nuova entità della città ed un nuovo recupero di Castello », ha spiegato, «un progetto che è stato ritardato rispetto ai tempi originari e che non è certo di importanza minore tra quelli della città». Lungo l'elenco delle cose fatte: sottoservizi, illuminazione, il Palazzo di Città, il Ghetto degli ebrei, il Teatro Civico, la Cattedrale, il Bastione e le Torri di San Pancrazio e dell’Elefante e 3 ascensori. In arrivo il recupero della chiesa della Purissima e dell'ex scuola Mereu. Nel mirino di Floris la vecchia giunta regionale che avrebbe ostacolato il progetto di palazzo Aymerich e i trasporti meccanizzati. Preso di mira per i tapis roulant orizzontali. «Qualcuno», ironizza il dirigente della Gestione del territorio Paolo Zoccheddu, «deve averli scambiati con le prese d'aria del parcheggio». Eppure il progetto presentato dal Comune alla circoscrizione di tappeti mobili ne conta ben 8: 4 di collegamento tra via Cammino Nuovo e via Genovesi, 3 tra il parcheggio di via Cammino Nuovo e la base della torre dell'Elefante e uno tra via Dettori e via Manno. Ad spezzare il clima disteso Claudia Sini, abitante del rione: dura sulla crisi dell'ordine pubblico, legata allo svuotamento del quartiere: «negli ultimi 10 anni la situazione è precipitata», ha accusato, «da quando il popolo pasoliniano ha lasciato il rione, Castello è diventato l'habitat ideale per sorvegliati speciali e prostitute. La notte siamo in balia di delinquenti che mettono a ferro e fuoco il quartiere».

Ennio Neri cagliari@ilsardegnablu.it

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 Alessandro Serra - Cagliari