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Alessandro Serra
28/08/2009
Anfiteatro
Parla il capogruppo di An
«Basta ideologie, concerti ed eventi sono dei cagliaritani»
Martedì 18 agosto 2009
S
ul
futuro dell'Anfiteatro romano di Cagliari deve essere aperto
immediatamente un dialogo con la Regione. Parola del gruppo di Alleanza
nazionale (sopravvissuto al Pdl), che per bocca del capogruppo Alessandro Serra preannuncia una battaglia sul tema.
Quali le novità?
«Le posizioni oltranziste di qualcuno rischiano di essere come il gesto
dimostrativo inscenato da quegli incauti ambientalisti che hanno aperto
le gabbie di alcuni animali da pelliccia per restituire ad essi la
libertà, causando invece la loro morte sotto le ruote delle auto in
transito nella strada vicina. Dire “via le tribune” non basta, se prima
non si è stabilito che cosa fare una volta eliminati gli spalti».
Ma non è giusto confrontarsi con i tecnici?
«Sul modo in cui sono stati travistati i fatti da una certa opposizione
non ci soffermiamo nemmeno: ci basta ricordare che i lavori sono stati
seguiti giorno per giorno dalla Soprintendenza. L'Anfiteatro deve
continuare a essere uno spazio destinano ai concerti e agli spettacoli
fino a quando sarà possibile con queste tribune, ma pensando già da
oggi che cosa fare quando non saranno più utilizzabili, studiando anche
soluzioni esteticamente più compatibili con il monumento».
Ma non si perde uno spazio culturale?
«Gli esempi di anfiteatri ancora utilizzati per celebrare eventi in
Europa sono tanti: continuare a fare altrettanto a Cagliari non è
un'oscenità, né stride con la tutela della nostra identità. Chiediamo
che la nuova maggioranza regionale tracci con noi un solco di
discontinuità con la precedente Giunta che, a parole, si autoproclamava
vestale dell'identità, ma nei fatti, animata da un malcelato spirito revanchista
verso un Comune di centrodestra, tentava di “riscrivere” la città,
considerandola un balocco da consegnare senza criterio agli
“spacciatori di progetti” che con la nostra identità nulla hanno a che
fare».
È un addio ai progetti dell'era Soru?
«Tramontata la stagione in cui si contrabbandava come mecenatismo la
prodigalità di soldi pubblici, chiediamo che si investa su Cagliari, su
ciò che, se tenuto in debita considerazione, la rende già speciale
senza bisogno della griffe architettonica strapagata e fine a sé
stessa. L'Anfiteatro è uno degli elementi chiave su cui concentrare
attenzione e investire fondi».
Come giudica gli appelli di Baglioni e dei suoi colleghi?
«Le opinioni di artisti famosi, che mai hanno strizzato l'occhio alla
destra politica, e di un autorevole esponente dell'opposizione in
Consiglio comunale, devono aprire gli occhi anche a chi, nel
centrosinistra, ragionando da “topo di sezione”, vorrebbe farne una
questione ideologica. Se un concerto si tiene in un anfiteatro, gli
spettacoli sono due in uno: il luogo e l'esibizione artistica. In
un'arena, nuova o vecchia che sia, bene che vada, soltanto uno». ( a. mur. )
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