
Qualche giorno fa un quotidiano
locale ha pubblicato il resoconto di un’iniziativa di alcuni consiglieri
(comunali e regionali: ricoprono entrambi gli incarichi) del centro-sinistra
riguardo all’Anfiteatro romano di
Cagliari. Non meritano risposta gli insulti proferiti da una loro, che definisce la nostra maggioranza “ottusa,
cieca, feroce, ignorante, che vede nei propri privilegi e nel dominio l’unica
ragione per esistere”, perché qualificano chi, incapace di colpire con
argomentazioni concrete, tenta di attirare l’attenzione con l’uso di un
linguaggio inappropriato. La buffa pratica di ripetere nella veste di onorevoli
quanto hanno sostenuto da consiglieri comunali, ma nella sede sbagliata, forse è
un problema di autostima o è semplice nostalgia dei tempi in cui lì erano la
maggioranza e in spregio al principio di autonomia, provavano a governare la
città “dall’alto”. Inoltre, come al solito, una parte dell’opposizione, anziché
cogliere la nostra disponibilità al dialogo, assume un atteggiamento
distruttivo, senza formulare alcuna proposta e tenta di propinare alla
cittadinanza una interpretazione della realtà fuorviante, spesso non
corrispondente al vero. Vorremmo precisare alcuni aspetti:
certezza. Nella versione dei
bi-consiglieri, inoltre ci sono alcune affermazioni non corrispondenti alla
verità:
* L’interpretazione secondo la quale l’autorizzazione
sarebbe scaduta dopo 5 anni è fuorviante. Il provvedimento, infatti, prevedeva
la necessità di rinnovare l’autorizzazione solo nel caso in cui i lavori non
fossero iniziati entro 5 anni. Il termine riguardava la realizzazione
dell’opera, non certo la permanenza della stessa;
* Tutti i lavori sono stati seguiti
quotidianamente dalla Sovrintendenza;
* Il primo e il secondo anello poggiano
sulla roccia, non certo sui
gradini dell’anfiteatro;
* I gradini originari dell’anfiteatro
sono lasciati in vista. Le tribune in legno coprono solo i vuoti causati dallo
sciagurato utilizzo del sito come cava molto tempo fa (se avessero visto almeno
qualche foto vecchia del sito, lo saprebbero anche loro);
* Il terzo anello poggia su sette perni
che si trovano al di fuori del perimetro dell’anfiteatro, sulla roccia del
dirupo;
* Il legno riprende la sagoma dei
gradini, coprendo solo i vuoti e sarebbe difficilmente utilizzabile altrove (se
non ipotizzando altri movimenti)
* Prima di realizzare le tribune in
legno per ospitare il pubblico venivano posizionati dei tubi Innocenti durante
la stagione degli spettacoli. Tale operazione costava 900 milioni di lire
l’anno;
* Il terzo anello di allora non fu
autorizzato dai Vigili del Fuoco per questioni di sicurezza;
* La soluzione delle tribune in legno fu
pensata per riportare gli spettacoli all’anfiteatro;
* Non è vero che costarono 6 milioni di
euro: la spesa fu di 4 milioni e 600 mila euro. Prova ne sia che grazie ai
ribassi d’asta fu possibile realizzare altre opere (abbattimento barriere
architettoniche Chiesa di Bonaria). Praticamente il posizionamento delle tribune
in legno è costato quanto 5 anni di sistemazione e rimozione di quelle in
tubi Innocenti, con risultati assai migliori in termini estetici e di
fruibilità del sito;
* Durante il posizionamento delle
tribune sono stati eliminati gli orribili parapetti realizzati in passato;
* Per quanto riguarda gli spettatori, le
affermazioni dei colleghi
sul un presunto “flop” sono prive
di fondamento e chiunque abbia assistito agli eventi lo ha costatato ad occhio
nudo.
Le tribune in legno non sono
eterne e deve essere studiata con largo anticipo una soluzione per quando
dovranno essere rimosse. Toglierle senza sapere che cosa fare il giorno dopo
sarebbe una scelta irresponsabile che condurrebbe inevitabilmente ad una
situazione di abbandono e di degrado. Noi riteniamo che la soluzione futura
debba tener conto di una priorità: l’anfiteatro è un’importante risorsa per Cagliari e per il
suo centro storico e deve continuare ad ospitare spettacoli ed eventi, come avviene
in numerosi anfiteatri in Italia e in Europa. E’uno scenario unico, non
sostituibile né con la fiera, né con altre destinazioni. Speriamo che in questa
legislatura ci sia la sensibilità di investire su luoghi, come l’anfiteatro,
fondamentali per la nostra storia e la nostra cultura. Nella In quella passata
la Regione ha pensato solo a come “riscrivere” la nostra bella città con
inutili scatole vuote “griffate” dalle archistar, che sarebbero state la
negazione e la cancellazione della nostra identità. Allora governava il
centro-sinistra e i quattro “bi-consiglieri”, che oggi si atteggiano a Vestali
dell’identità, plaudivano senza se e senza ma quella scellerata politica.