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Inviato da: Alessandro Serra
12/07/2009

anfiteatro_alessandroserra.jpg

Qualche giorno fa un quotidiano locale ha pubblicato il resoconto di un’iniziativa di alcuni consiglieri (comunali e regionali: ricoprono entrambi gli incarichi) del centro-sinistra riguardo all’Anfiteatro romano di Cagliari. Non meritano risposta gli insulti proferiti da una loro,  che definisce la nostra maggioranza “ottusa, cieca, feroce, ignorante, che vede nei propri privilegi e nel dominio l’unica ragione per esistere”, perché qualificano chi, incapace di colpire con argomentazioni concrete, tenta di attirare l’attenzione con l’uso di un linguaggio inappropriato. La buffa pratica di ripetere nella veste di onorevoli quanto hanno sostenuto da consiglieri comunali, ma nella sede sbagliata, forse è un problema di autostima o è semplice nostalgia dei tempi in cui lì erano la maggioranza e in spregio al principio di autonomia, provavano a governare la città “dall’alto”. Inoltre, come al solito, una parte dell’opposizione, anziché cogliere la nostra disponibilità al dialogo, assume un atteggiamento distruttivo, senza formulare alcuna proposta e tenta di propinare alla cittadinanza una interpretazione della realtà fuorviante, spesso non corrispondente al vero. Vorremmo precisare alcuni aspetti:

 

certezza. Nella versione dei bi-consiglieri, inoltre ci sono alcune affermazioni non corrispondenti alla verità:

*       L’interpretazione secondo la quale l’autorizzazione sarebbe scaduta dopo 5 anni è fuorviante. Il provvedimento, infatti, prevedeva la necessità di rinnovare l’autorizzazione solo nel caso in cui i lavori non fossero iniziati entro 5 anni. Il termine riguardava la realizzazione dell’opera, non certo la permanenza della stessa;

*       Tutti i lavori sono stati seguiti quotidianamente dalla Sovrintendenza;

*         Il primo e il secondo anello poggiano sulla roccia, non certo sui

gradini dell’anfiteatro;

*         I gradini originari dell’anfiteatro sono lasciati in vista. Le tribune in legno coprono solo i vuoti causati dallo sciagurato utilizzo del sito come cava molto tempo fa (se avessero visto almeno qualche foto vecchia del sito, lo saprebbero anche loro);

*         Il terzo anello poggia su sette perni che si trovano al di fuori del perimetro dell’anfiteatro, sulla roccia del dirupo;

*         Il legno riprende la sagoma dei gradini, coprendo solo i vuoti e sarebbe difficilmente utilizzabile altrove (se non ipotizzando altri movimenti)

*         Prima di realizzare le tribune in legno per ospitare il pubblico venivano posizionati dei tubi Innocenti durante la stagione degli spettacoli. Tale operazione costava 900 milioni di lire l’anno;

*         Il terzo anello di allora non fu autorizzato dai Vigili del Fuoco per questioni di sicurezza;

*         La soluzione delle tribune in legno fu pensata per riportare gli spettacoli all’anfiteatro;

*         Non è vero che costarono 6 milioni di euro: la spesa fu di 4 milioni e 600 mila euro. Prova ne sia che grazie ai ribassi d’asta fu possibile realizzare altre opere (abbattimento barriere architettoniche Chiesa di Bonaria). Praticamente il posizionamento delle tribune in legno è costato quanto 5 anni di sistemazione e rimozione di quelle in tubi Innocenti, con risultati assai migliori in termini estetici e di fruibilità del sito;

*         Durante il posizionamento delle tribune sono stati eliminati gli orribili parapetti realizzati in passato;

*         Per quanto riguarda gli spettatori, le affermazioni dei colleghi

sul un presunto “flop” sono prive di fondamento e chiunque abbia assistito agli eventi lo ha costatato ad occhio nudo.

Le tribune in legno non sono eterne e deve essere studiata con largo anticipo una soluzione per quando dovranno essere rimosse. Toglierle senza sapere che cosa fare il giorno dopo sarebbe una scelta irresponsabile che condurrebbe inevitabilmente ad una situazione di abbandono e di degrado. Noi riteniamo che la soluzione futura debba tener conto di una priorità: l’anfiteatro è  un’importante risorsa per Cagliari e per il suo centro storico e deve continuare ad ospitare spettacoli ed eventi, come avviene in numerosi anfiteatri in Italia e in Europa. E’uno scenario unico, non sostituibile né con la fiera, né con altre destinazioni. Speriamo che in questa legislatura ci sia la sensibilità di investire su luoghi, come l’anfiteatro, fondamentali per la nostra storia e la nostra cultura. Nella In quella passata la Regione ha pensato solo a come “riscrivere” la nostra bella città con inutili scatole vuote “griffate” dalle archistar, che sarebbero state la negazione e la cancellazione della nostra identità. Allora governava il centro-sinistra e i quattro “bi-consiglieri”, che oggi si atteggiano a Vestali dell’identità, plaudivano senza se e senza ma quella scellerata politica.

 

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 Alessandro Serra - Cagliari