Inviato da:
Alessandro Serra
10/04/2009
Con la trasmissione della notte
scorsa sul terremoto in Abruzzo Santoro ha superato sé stesso: il suo non è più
giornalismo militante, fazioso, di sinistra, ma odio allo stato puro. Non dico
che egli abbia fatto il gioco della sinistra perché neanche l’ultimo dei
militanti della sinistra avrebbe condotto in modo così becero un programma in
un momento estremamente delicato per la nostra nazione. Finora ho sempre pensato
che il suo essere sciacallo si limitasse alla strumentalizzazione di vicende
come quelle dell’Eurallumina, che il suo gioco fosse solo quello di far buttare
merda sulla nostra nazione dal solito giornalista straniero ripreso con alle
spalle la torre Eiffel o il Big Ben, che egli anteponesse la regioni di partito
a quelle della collettività, ma mi
sbagliavo: a questi ultimi antepone non il suo credo politico, ma il proprio
ego, i propri sentimenti più bassi. Non solo non è degno di condurre alcunché
sul servizio pubblico, ma non è degno di alcun rispetto chi, come lui, mentre
si piange, mentre si scava, mentre si spera e si dispera, inonda il video del
pus del suo cervello, incapace di fermarsi dinanzi alla morte ed alla
devastazione. Per fortuna la sinistra non è così, ma mi auguro che anche a
sinistra la smettano di contrabbandarlo come esempio di giornalismo libero,
obiettivo ed indipendente. Lui, il vignettista Vauro e gli altri collaboratori
del programma non sono degli stupidi: sono persone intelligenti e preparate che
sapevano esattamente quello che stavano facendo. Non sono riusciti a
trattenersi, hanno gettato la loro maschera buonista. Cosa dobbiamo pensare di
persone tanto cariche di odio da non conoscere la pietà umana? Purtroppo la
prossima settimana saranno ancora lì, a fare i cattivi maestri, atteggiandosi
per giunta a perseguitati e vittime della dittatura. Per fortuna l’Italia è molto diversa da come
loro la descrivono e gli Italiani sono molto diversi dai loro seguaci. E quando
questa Italia, la vera Italia, capace di provare amore e valori positivi, si riscopre unita, solidale nei momenti
difficili, come è accaduto anche dopo Nassiriya, quando tanti anonimi eroi si
mobilitano per qualcosa di diverso dalla solita parata sindacale, persone marce
dentro come Santoro non ci vedono più dalla rabbia e fanno trasmissioni come
quella dell’altra sera. Che schifo.
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