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Alessandro Serra
31/12/2008
RomaVuoi non dare un posto al sole
all’Ingegnere in Sardegna? Cosa non si fa per gli amici... Non è un mistero che
tra la famiglia De Benedetti e il dimissionario presidente della Regione Renato
Soru esista una liaison ben consolidata. I due in fondo si somigliano, non solo
perché entrambi sono ricchissimi e perché entrambi hanno il pallino dei giornali
(uno Repubblica, l’altro l’Unità). I due si stimano e si aiutano. L’Ingegnere
entra in Tiscali e diventa socio in affari del governatore? Benissimo.
Quest’ultimo darà il via libera, in men che non si dica, a un progetto della
Sorgenia, società del gruppo Cir: nulla osta alla costruzione di un mega
impianto di energia rinnovabile, nella zona di Macchiareddu, a due passi da
Cagliari. E per quello stabilimento si può spostare persino un torrente, in
fondo che male c’è? Ma i rapporti tra il governatore e le società che fanno capo
al gruppo De Benedetti non nascono certo il 15 dicembre scorso, data della firma
dell’accordo di programma per lo stabilimento Sorgenia di Macchiareddu.
Tra
il maggio e l’ottobre 2006, infatti, una società presenta alla Regione alcuni
progetti per la realizzazione di quattro impianti fotovoltaici da 1 megawatt
cadauno. In sostanza, un tappeto di pannelli solari da piazzare nella terra
dell’Obama di Sanluri. La Regione mica sta con le mani in mano e in quattro e
quattr’otto si occupa della faccenda: tra il dicembre 2006 e il febbraio 2007,
manco fossero Speedy Gonzales, tutti i progetti superano l’esame. La Regione non
eccepisce alcunché e vengono subito esclusi i ricorsi alla Valutazione d’impatto
ambientale. La società promossa a pieni voti è la Soluxia, che fa capo alla
Sorgenia (Rodolfo De Benedetti presidente), che a sua volta fa capo alla Cir
(Carlo De Benedetti presidente). Ottenuto il via libera, si cominciano a
piazzare pannelli solari qua è là: sorgono due centrali nel consorzio
industriale di Villacidro, una in quello di Marrubiu e una al Casic di
Cagliari.
Eppure non è che Soru non stia attento alla sua terra: dice di
odiare gli ecomostri, specie se costruiti in riva al mare, e di concedere il via
libera alla costruzione di stabilimenti e fabbriche con il contagocce. Non ci
credete? Nel luglio del 2007 lo stesso Soru ha bocciato ben 14 progetti
praticamente identici a quelli di Soluxia che invece ha avallato. La motivazione
del «niet» fa riferimento a precisi «indirizzi», in attuazione del famigerato
Piano paesaggistico regionale: una valanga di norme per «proteggere e tutelare
il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità della Sardegna».
Benissimo. I progetti, si diceva, vengono «stoppati» il 24 luglio 2007 ma gli
«indirizzi» per cui questi sono stati bloccati vengono deliberati il 26 luglio
2007, cioè tre giorni dopo la presentazione dell’ultimo prospetto. Strano ma
vero.
Ben più «fortunati» quelli di Soluxia e di Sorgenia. È soltanto un caso
che siano entrambe aziende della famiglia De Benedetti? Non ci credono molto i
fratelli Fabio e Michele Cadau, della Silisol, società che nel 2001 ha
acquistato dall’Enel 100 ettari per poter installare una centrale solare,
proprio nella zona di Macchiareddu. «Abbiamo presentato il nostro progetto il 6
settembre 2007 ma dalla giunta non abbiamo saputo più nulla. Silenzio di tomba.
Eppure tutti i nostri progetti rispondono ai requisiti stabiliti da tutte le più
recenti delibere della Regione, sia quella del luglio 2007 che quella del maggio
2008». Insomma, non è che per i De Benedetti Mr. Tiscali abbia un particolare
occhio di riguardo? In fondo l’accordo appena firmato con la Sorgenia è più che
benevolo per il privato. Certo, il documento, è difficile reperirlo: nel sito
internet della Regione non c’è. Sparito, oscurato, nascosto, cancellato. Eppure
negli ultimi due anni, al salone europeo della comunicazione pubblica, Soru
vinse il premio dell’Oscar del web (miglior sito dell’amministrazione pubblica)
e la medaglia della «Qualità dell’impegno comunicativo». Un impegno a corrente
alternata.
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1 commenti...
Re: Soru "regala" a De Benedetti 4 centrali (Il Giornale)
C'è chi a Natale scrive la letterina chiedendo il "trenino", e chi invece si accontenta dell'amicizia...quella vera....quella che una volta si ascriveva negli annali delle strette di mano...quella che smuoveva LE MONTAGNE,ed oggi....I CORSI D'ACQUA. La potenza di avere "BABBO NATALE" come amichetto di giochi e di comuni interessi. Peccato che anche Babbo natale è soggetto alle leggi che in Italia regolano il "diritto"...speriamo che dall'alto del TRIBUNALE QUALCUNO VEDA E PROVVEDA, IN BREVE TEMPO.
Antonio Maria Dettori
Da Antonio Maria Dettori a
31/12/2008
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