
A poche ore dall’indicazione del nostro candidato la sinistra, in difficoltà, a corto di argomenti, inizia con le scorrettezze e con le bugie. Hanno aperto una finta pagina di Facebook in cui si fa credere agli utenti che la loro adesione significhi diventare sostenitori di Ugo e in realtà essa ha contenuto denigratorio (l’abbiamo già segnalata e non comprendiamo perché non sia ancora stata rimossa, dato che si usa abusivamente il nome di Cappellacci anche per rispondere alle discussioni). Nelle pagine dei “supporters” di Renato Soru, si leggono già delle menzogne che smentiamo una per una:
1. Contrariamente a quanto dicono “lorsignori”, Cappellacci è Sardo, originario della zona di Iglesias, figlio di genitori Sardi. Si informino, risalgano pure fino al trisnonno e si accorgeranno che anche quest’ultimo era sardo.
2. Al di là di quello che si può pensare della massoneria, è falsa anche l’affermazione secondo la quale Cappellacci sarebbe massone. Non ha mai aderito, né fatto richiesta di aderire alla massoneria;
3. In una pagina si fanno riferimenti allusivi al suo ruolo nella Sardinia Gold Mining: ebbene Ugo si dimise da tale incarico, che ricoprì per soli 10 mesi, proprio perché la compagnia non dava garanzie circa il ripristino del territorio. Ha avuto il coraggio di mettere da parte i propri interessi personali per le sue idee. Soru, a parte le passerelle di fronte alle claque ben organizzate, che cosa ha fatto?
4. Altra menzogna è quella riguardante un presunto coinvolgimento in un processo del nostro candidato. Ugo fu indagato, ma non fu mai rinviato a giudizio: i giudici valutarono che il suo comportamento era stato corretto e fu PROSCIOLTO! Nonostante la sua totale innocenza, per correttezza istituzionale si dimise dalla carica di assessore. Avremmo voluto vedere la stessa sensibilità dall’altra parte politica.