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Alessandro Serra
26/12/2008

Alleanza Nazionale non ha mai smesso di tenere alta l’attenzione sulla vicenda degli sbarchi di navi cariche di rifiuti provenienti dalla Campania (in particolare sul primo, avvenuto in palese violazione della legge regionale e dell’ordinanza del sindaco di Cagliari, Emilio Floris). Abbiamo costantemente chiesto chiarimenti sui motivi per cui si scelse la via più lunga – e anche la più costosa- per risolvere un’emergenza senza mai ricevere risposte soddisfacenti. Gli interrogativi si fanno più pressanti, ora che l’urgenza è stata risolta senza che vi fossero nuovi sbarchi nell’Isola. Per restare in tema, in questi giorni abbiamo ripreso la notizia, pubblicata da alcuni quotidiani, dell’abbandono delle navi Italroro (quelle che trasportarono a Cagliari l’aliga della Campania) al porto di Genova. Abbiamo sottolineato l’amara ironia insita nel fatto che le navi dei rifiuti fossero diventate esse stesse, in un certo senso, un rifiuto. L’ironia della sorte non si ferma qui: infatti, apprendiamo da alcuni siti WEB che a capo della compagnia di navigazione cui appartengono dette navi vi sarebbe tale Michele Carofiglio, che, dopo aver rilevato un pastificio, condivide con Legambiente il marchio “Primitaliani” (pasta libera da OGM etc. etc.). Legambiente è al corrente dello stato in cui versano le navi del suo partner?
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