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Inviato da: Alessandro Serra
23/12/2008

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Le dimissioni di Renato Soru dimostrano come egli sia ben lontano da quell’immagine che abilmente si è creato in questi (quasi) cinque anni. L’immagine di statista, di decisionista, di ambientalista, di Grande Moralizzatore: Soru non è niente di tutto questo. Si dimette perché vuole evitare le primarie (un tempo spacciate come caratteristica genetica del PD). Patetico il tentativo di subordinare un ritiro delle dimissioni – probabilmente mai voluto- a condizioni che avrebbe dovuto già prendere in considerazione in questi cinque anni, condite con la solita demagogia. Si accorge solo oggi che i consiglieri regionali sono troppi e che sono troppo pagati? Uno statista vero non avrebbe mai lasciato la Sardegna sola, facendo gravare su di essa le insanabili tensioni del suo partito. Lo fa chi pensa solo alla propria ricandidatura e antepone, non più la ragione di partito, ma addirittura solo i propri interessi al di sopra di tutto. Il politico sanlurese non può pensare di campare sui fallimenti di coloro i quali lo hanno preceduto. Tanto meno lo può fare il centro-sinistra che finge che la storia della regione sia iniziata con la presidenza Pili, sperando di far dimenticare il periodo nero delle giunte Palomba. Risponda oggi e subito di ciò che ha fatto e di ciò che non ha fatto. Prendere decisioni è cosa ben diversa dal dedicare tutto il tempo ad alimentare la propria immagine di decisionista. Campione nel mettere il carro di fronte ai buoi, ha propagandato come conclusi procedimenti neanche iniziati, cercando di saltare i passaggi fissati dalle leggi amministrative per poi imputare ad altri, rispettosi delle norme, il fatto che lui fosse solo al punto di partenza. Soru non è neanche un ambientalista: ha affidato la tutela del paesaggio ad uno strumento contrario alla certezza del diritto, applicato in maniera discrezionale, per far passare vistose e malcelate deroghe per progetti, pubblici e privati, per lui evidentemente migliori degli altri. Si permette di dare del cementificatore a tutti proprio lui che è una betoniera ambulante, che, guarda a caso, possiede immobili proprio laddove vorrebbe vietarlo agli altri. Non è un moralizzatore: non è meglio degli altri. Forse, ma non sta a noi accertarlo, è perfino peggio degli altri. I toni usati dai suoi sostenitori nelle assemblee elettive stridono col buon senso, col senso del ridicolo, col pudore e, soprattutto dalla realtà dei fatti, ben lontana dall’Epica Soriana. Ha vestito i panni dell’anti-politico, ma essere contro la vecchia politica non basta: devi portare qualcosa di nuovo e Soru non lo ha fatto. Noi lo ricorderemo come il presidente del caso Saatchi, di Sardegna Fatti Bella, dei bilanci taroccati, dell’immondizia campana per solidarietà a Bassolino, quello di Funtanazza, quello che ha cercato di cementificare S. Elia, quello che ha portato gli ecomostri a La Maddalena, quello che ha pagato fior di milioni di parcelle e consulenze alle archistar e a tutta una corte di personaggi  inutili per progetti inutili (come Betile), quello delle costosissime parate di regime alla Manifattura Tabacchi con la sua cricca di pseudo-intellettuali, radical chic e cortigiani di vario tipo. Lo ricorderemo a noi stessi e a tutti i Sardi. La politica esisteva prima ed esisterà dopo Renato Soru. Soffermarci troppo su di lui significherebbe sopravvalutare il suo valore. Ora il centro-destra deve quanto prima dire ai Sardi quale sarà il candidato e quale sarà la nostra proposta per governare la Sardegna, finalmente liberata dalla cappa soriana.

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1 commenti...

Re: Soru (e i suoi) fanno fagotto.

Patetico, al limite della umana decenza politica, agitatore di folle al solo fine di favorire se stesso e chi lo osanna dall'alto dei favori da ottenere.
Soru ha dimostrato di essere tutto quello che la Sardegna e i Sardi non vogliono, UN PADRE PADRONE che SPECULA E SI FA BELLO CON LE PROPRIETA' ALTRUI.
Finalmente è arrivato il regalo di Natale: Le sue DIMISSIONI.
Ma oltre al patetico ricordo sopracitato che ci lascia, lo ricorderemo per la BATTAGLIA CONTRO CUALBU, CONTRO L'ACCORDO DI PROGRAMMA DELL'AGOSTO 2000, CONTRO LE SORELLE SOTGIU E LA FAMIGLIA MULAS, tutti persone che ancora combattono contro l'arroganza di chi vuol farsi beffe delle leggi nascondendosi dietro lil dito della falsa tutela del patrimonio ambientale.
Ricorderemo Soru come il "presidente" che ha lasciato i DEBITI DA PAGARE PER TUVIXEDDU-TUVUMANNU....LO RICORDEREMO PER RICORDARCI CHE IN SARDEGNA, "POLITICI" COME LUI, NON DEVONO PIU' ESISTERE.

Antonio Maria Dettori

Da Antonio Maria Dettori a   24/12/2008

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