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Alessandro Serra
28/11/2008
Qualcuno vorrebbe dare a credere che il presidente della regione sia un convinto ambientalista e che contro di lui ci sia solamente una fazione di cementificatori incalliti. Ecco un articolo illuminante de “L’Unione Sarda”, che ritengo sia illuminante per capire chi sia veramente quello che più volte abbiamo definito “il cementificatore più amato dagli ambientalisti”
L'immobile acquistato dall'Eni dovrebbe ospitare un albergo di lusso e cento villette, ricavate
dalla volumetria dell'ultimo piano una volta abbattuto. La commissione edilizia rispedisce il
progetto al mittente. Il sindaco favorevole, l'opposizione: bene identitario.
Alt all'hotel superlusso di Funtanazza. La Commissione edilizia del Comune di Arbus boccia il progetto.
Perchè la colonia estiva dei figli dei minatori di Montevecchio lasci il posto ad una struttura albeghiera a
5 stelle, mancano all'appello una serie di dati, ma ancor di più due relazioni: una tecnica e l'altra
paesaggistica. Le carte ritornano, quindi, al mittente. Alla società Riva di Scivu di Emanuele Soru,
fratello del governatore Renato, che di fatto è proprietario dell'immobile.
Il progetto è arrivato qualche mese fa in Comune per ottenere il lasciapassare verso l'intesa. Ovvero
l'ok definitivo da parte della Regione e della Provincia. «Faremo in modo», promette l'ingegnere Sergio
Mostallini, «di completare l'iter burocratico nel giro di qualche giorno. Per il resto posso garantire che i
lavori partiranno all'inizio del 2009. Non ci sono motivi per ulteriori ritardi».
EX COLONIA
In Comune c'è polemica: la minoranza storce il naso, sindaco e maggioranza invece
sperano che quella che fu la Casa al mare di Francesco Sartore, presidente della miniera, diventi una
carta in più per il turismo. E aspettano che la nuova veste, disegnata dall'architetto Antonio Citteri,
possa essere indossata il prima possibile. Una veste che decapiterà la colonia di un piano ed eliminerà il
corpo edilizio pericolante che oscura l'ingresso principale. Una taglio non casuale: le volumetrie
recuperate, sommate a un premio del 25 per cento previsto dal Piano paesaggistico per chi s'impegna a
conservare i beni storici, permetterà la realizzaione di 107 "villette", ciascuna da 80, da 99 e da 50
metri cubi. Denominatore comune: tutte in pietra locale, immerse nel verde, davanti al mare e ad un
costone di sabbia dorata. L'albergo, invece, occuperà 17 mila metri cubi da dividere in 40 stanze. E poi
ristoranti, strutture sportive e un campo da golf, distante due chilometri dal resto delle costruzioni.
IL SINDACO
Dice il sindaco di Arbus, Mondo Angius: «Io guardo le cose con positività. Dopo cinque
anni di attesa, almeno una risposta, anche se parzialmente positiva, è arrivata. Spero che ora i tempi di
attuazione si accorcino». E taglia corto sulle polemiche targate Funtanazza e Renato Soru.
«Personalmente - sostiene- ho sempre trattato con Emanule Soru e con i suoi tecnici. Se gli
imprenditori investono nei nostri 47 chilometri di costa, siano benvenuti. Anche se si chiamano Soru.
Noi guardiamo lo sviluppo e l'occupazione. Che non nasce certo da una colonia abbandonata».
POLEMICA
Spara a zero, invece, Franco Atzori, consigliere provinciale e vicesindaco del Comune di
Arbus nel 2003, quando l'allora mister Tiscali Renato Soru comprò l'immobile per circa sette milioni di
euro. «Il progetto della Monteverdi del Presidente Soru - dice - si discosta dalle norme del Piano
paesaggistico, da lui stesso voluto. Lo fa nel momento in cui si svincola dal rispetto delle clausole
dell'accordo di programma, recepite interamente nell'atto di acquisto. Senza diementicare che
Funtanazza è un bene identitario e che, secondo lo stesso Piano, permette solo interventi di
manutenzione conservativa e non accetta nuove identità».
SANTINA RAVÌ
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