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Alessandro Serra
21/11/2008

La maggioranza che governa il comune di Cagliari lo scorso mese di settembre ha votato un ordine del giorno finalizzato a concordare la realizzazione del nuovo stadio con il Cagliari Calcio. Si tratta di un atto di indirizzo politico chiaro: lo diciamo al presidente Cellino, affinché riprenda il dialogo, ma lo diciamo anche e soprattutto alla giunta, che fa finta che i deliberati consiliari non esistano, rendendoli di fatto "lettera morta". Ove i Cagliaritani dovessero svegliarsi una mattina senza avere più una squadra di serie A in città, le responsabilità sarebbero ben individuabili e ben individuate. Lo stadio S. Elia privo di una squadra di serie A diverrebbe un rudere, pronto ad essere buttato giù per la gioia del presidente Soru e del centro-sinistra comunale, che, al di là delle dichiarazioni rese a mezzo stampa, in concreto, quando abbiamo votato in aula, esprimendo il proprio consenso al piano di Rem Koolhaas, ha manifestato la volontà di abbatterlo per costruire una miriade di palazzi (fino a coprire di cemento perfino l’area in cui Gigi Riva vorrebbe realizzare il centro sportivo polifunzionale, nei pressi del mercato civico di S. Elia). Noi crediamo fortemente che si debba invece esaltare la vocazione sportiva della zona, realizzando un nuovo stadio, un nuovo palazzetto, un parco e percorsi per lo jogging che abbraccino anche lo splendido lungomare e il rione S. Elia. Vorremmo che la stessa convinzione animasse anche gli assessori competenti affinché si recuperi il tempo perduto e venga rispettato l’indirizzo dettato dal consiglio comunale con un ordine del giorno, peraltro concordato con il sindaco. Eventuali divaricazioni tra la volontà della maggioranza e quella di singoli assessori della giunta Floris non potrebbero restare artificiosamente celate. Sarebbe paradossale dover difendere i programmi del sindaco e dei consiglieri comunali proprio da alcuni esponenti della giunta e non sarebbe certo privo di conseguenze: il consiglio può fare a meno di un assessore, che può essere cambiato, ma un assessore non può fare a meno del consiglio. Su questo ed altri temi il centro-destra deve riprendere a remare tutto nella stessa direzione, altrimenti la barca continuerà a girare su sé stessa.
Alessandro Serra, Ugo Storelli, Massimiliano Tavolacci, Claudio Tumatis e Alessio Mereu
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