
La gaffe di Berlusconi sul presidente eletto, Barack Obama, ha scatenato un putiferio: giornalisti, intellettuali, blogger etc. hanno condannato senza appello il leader italiano. I giudizi più severi sono pervenuti da "La Repubblica", che ha dedicato parecchio spazio alla vicenda anche sul suo quotidiano on line. Peccato che, come rivelato da "Il Giornale" a parlare per primo di "Obama abbronzato" é stato proprio un giornalista del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, Vittorio Zucconi!
Ecco cosa scrisse: "I Democratici non credono ai sondaggi che continuano a dare Obama avanti di XXX punti (mettete la cifra che preferite, da 1 a 12) e fanno gli scongiuri. I Repubblicani non credono ai sondaggi e fanno sapere che stanno rimontando e sono a tiro (politicamente parlando) di Obama. I commentatori che fino a dieci giorni fa calcolavano il margine di vittoria del senatore abbronzato e la batosta della Fata Turchina dei ghiacciai con il suo rimorchio senile ora non si fidano dei sondaggi. Ma chi crede ancora a questi benedetti sondaggi, a parte Silvio Berlusconi?" (link)
Nessuno é così stolto da non capire la differenza che passa tra il ruolo di giornalista e quello di presidente del Consiglio e, conseguentemente, dalla diversa gravità che può avere la stessa frase uscita dalla penna dell'uno o dalla bocca dell'altro, ma il punto é che questi "indignati speciali" in servizio permanente effettivo dovrebbero farsi un bell'esame di coscienza e avere maggiore onestà intellettuale. Se quella frase é sbagliata - e per me lo é-, ha sbagliato chi la pronunciata avventatamente, ma ha errato anche chi, seduto su una scrivania, l'ha scritta, letta, riletta e pubblicata. Possiamo stare certi che contro Zucconi non tuoneranno i deputati del PD, non nasceranno gruppi su Facebook, non si scomoderà l'ex italiana, novella "maitresse" a penser, Carlà Brunì.