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Alessandro Serra
28/10/2008

Il nubifragio dei giorni scorsi impone una riflessione seria riguardo alla dislocazione degli ospedali nella città di Cagliari. Nel silenzio dell’opinione pubblica, infatti, si sta compiendo la graduale chiusura del S. Giovanni di Dio. Questo misfatto si consuma senza prevedere strutture sostitutive adeguate alle esigenze della cittadinanza (addirittura pare che si voglia realizzare il nuovo nosocomio fuori città). La situazione di emergenza verificatasi nei giorni scorsi ha messo più che mai in evidenza che il capoluogo non può essere spogliato di una risorsa indispensabile ed insostituibile, qual è una struttura ubicata nel pieno centro della città. Senza un ospedale in posizione strategica, cosa si sarebbe potuto fare, ove l’alluvione avesse avuto proporzioni più gravi, tali da causare un numero cospicuo di feriti, in una situazione in cui la S.S. 554 era interrotta e le nuove strutture, più giovani di 200 anni, “facevano acqua”. Se gli ospedali non sono raggiungibili proprio nelle situazioni di emergenza più gravi a cosa servono? Chiudere il S. Giovanni di Dio sarebbe una scelta miope e scellerata. Alleanza Nazionale chiede che venga riaperta la discussione sul tema, affinché venga scongiurata l’ipotesi scellerata di privare la città dei suoi presidi ospedalieri più importanti.
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