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Alessandro Serra
15/09/2008

Dopo il 1958 per la prima volta si interviene sul tema della prostituzione, prevedendo una sanzione sia per la prostituta che svolge tale attività per strada o comunque in luogo pubblico, sia per il cliente. Il disegno di legge approvato la settimana scorsa dal governo inasprisce, altresì, le sanzioni riguardanti la prostituzione minorile (reclusione dai 6 ai 12 anni e ammenda dai 15 mila ai 150 mila euro). Oltre a chi “recluta o induce alla prostituzione minori o chi trae profitto”, chiunque compia atti sessuali con minori in cambio di denaro o qualunque tipo di utilità, anche non economica, anche solo promessi, viene punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da 1500 a 6 mila euro. Se il minore ha un’età inferiore ai 16 anni la pena è aumentata da un terzo alla metà e le circostanze attenuanti non possono essere equivalenti o prevalenti rispetto all’aggravante. Se l’autore dei fatti è minore di diciotto anni la pena è ridotta da un terzo a due terzi. Vengono anche introdotte nuove norme in materia di rimpatrio dei minori stranieri che si prostituiscono non accompagnati, finalizzato al ricongiungimento familiare: un decreto del presidente del Consiglio dei ministri prevederà procedure semplificate ed accelerate per favorire il rimpatrio del minore nel paese d’origine. Infine vengono inasprite le pene per l’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione: da 4 a 8 anni per i promotori dell’associazione a delinquere e da 2 a 6 anni per i partecipanti. Condividiamo i fini che il governo si propone con questo disegno: liberare le vie per restituirle ai cittadini (troppo spesso ostaggio di questo fenomeno sotto la propria abitazione), contrastare lo sfruttamento della prostituzione, in particolare quella minorile e garantire maggiore sicurezza nelle città. Auspichiamo che il DdL venga migliorato durante la discussione in Parlamento, affinché vengano elaborate incisive soluzioni al problema della “prostituzione sommersa”.
Poiché l’iter del DdL è appena all’inizio, il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale chiede che, similmente a quanto si sta facendo in altre città, si studi un’ordinanza del sindaco diretta ad arginare il fenomeno e a liberare veramente le vie dalle prostitute e dai loro clienti. Diverse sono le zone del capoluogo in cui i residenti chiedono un intervento deciso per non vedere la loro vita. Dobbiamo intervenire perché i Cagliaritani e i loro figli possano uscire di casa e rientrare tranquilli. Siamo fermamente convinti che la repressione pura e semplice non funzionerebbe senza un intervento di carattere sociale: per questo chiediamo che l’ordinanza sia collegata a misure dirette a dare una nuova chance a chi vuole uscire dal tunnel della prostituzione. A tal proposito ricordiamo che l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Cagliari ha già attivato un servizio telefonico anti-tratta. Siamo però, altrettanto, sicuri che l’intervento sociale sarebbe vano se i destinatari di tali interventi vedono che per le vie della città a dettare legge non è lo stato, ma sono sempre sfruttatori e spacciatori di droga. Per questo chiediamo che immediatamente si introducano delle sanzioni per chi si prostituisce in strada e per i clienti.
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Scarica l'ordinanza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno
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