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Alessandro Serra
31/10/2007
In riferimento alle affermazioni dei colleghi dell'Ulivo ho inviato alla stampa la seguente replica.
L’Ulivo continua a fingere che la questione dell’autonomia del Comune di Cagliari sia una battaglia partitica e non un problema di natura istituzionale, che riguarda sia la maggioranza che l’opposizione. Se anche il sindaco Floris, che fino a pochi giorni fa ha tenuto un atteggiamento dialogante -perfino nel momento in cui la maggioranza che lo sostiene chiedeva maggiore bellicosità nei confronti di una regione sempre più matrigna della città capoluogo- ha deciso di manifestare pubblicamente il proprio disappunto è un segno evidente che la misura è colma. Il capoluogo della Sardegna non può tollerare che chi governa la Regione si sovrapponga al Comune, mandi in malora sia i progetti pubblici che quelli dei privati cittadini a colpi di editti repentini, che minano la certezza del diritto in nome di un malinteso concetto di decisionismo e di salvaguardia dell’ambiente. Basterebbe una passeggiata per le vie di Cagliari per capire che ad essere più infuriati contro la gestione-Soru sono proprio i cittadini moderati dell’uno e dell’altro schieramento. Chi si preoccupa delle fibrillazioni del centro-destra dovrebbe capire che esse sono, nel bene e nel male, sintomo di democrazia. Preoccupa molto di più vedere la mancanza di senso critico in chi governa la Regione e in chi dai banchi del Consiglio Comunale della città interpreta il proprio ruolo solo come fiancheggiatore del presidente Soru e di fatto suo complice nel piano di esautorare l’assemblea comunale. L’unica cosa che è in crisi è il modello-Soru, che collassa sotto i colpi delle sentenze del TAR che dichiarano parzialmente illegittimo il PPR, del referendum sulla statutaria e dell’irrefrenabile emorragia di consensi. Come può il centro-sinistra cagliaritano che ha fatto la campagna elettorale parlando di partecipazione democratica ad ogni piè sospinto, utilizzare tale concetto come un’unghia retrattile, da adoperarsi solo nei confronti degli avversari politici? Non potranno nemmeno giocarsi la carta della pseudo-novità del partito democratico, dato che in città si sono già presentati con una lista unitaria e hanno perso. Il problema della successione del sindaco Floris non é nell’agenda del centro-destra cagliaritano: quando si porrà la questione, AN non avrà certo problemi a trovare tra i suoi iscritti e simpatizzanti uomini e donne di Destra capaci di governare la città. Per ora pensiamo solamente a tradurre in concreto il programma presentato alle elezioni del 2006 e a difendere con tutti i mezzi politici e giuridici il ruolo del Comune di Cagliari.
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