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Alessandro Serra
23/06/2008
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha fatto chiarezza sui “giochi di prestigio” del presidente della regione sul bilancio, la sinistra è sull’orlo di una crisi di nervi. E’ desolante vedere esponenti politici della maggioranza regionale (che hanno una storia di militanza e di impegno che rispetto pur essendo lontana dalla mia) impegnati costantemente nel dimostrare la propria fedeltà al leader sanlurese con toni buoni forse per la Pravda o per i cine-giornali del ventennio. E’ doloroso vederli scodinzolare in quel modo, in attesa di una medaglia, come se a farli diventare consiglieri comunali o regionali fosse stato il presidente e non quelli che hanno dato loro il voto. Dicono che non è cambiato niente e che comunque loro hanno risanato le casse regionali, svuotate, a loro avviso dal malgoverno del centro-destra. Se non è cambiato niente dopo la sentenza significa che anche prima di essa, quando il centro-sinistra millantava il fatto di avere un bilancio esemplare, non era mutato nulla: delle due è l’una, o mentono adesso o mentivano prima. Anzi, mentivano prima e mentono ancora adesso. Aggrottano le ciglia, fanno la voce grossa e intimano di tacere a coloro i quali sarebbero i veri responsabili dei debiti della Regione. Come se prima di Pili non ci fossero loro, le loro giunte tutt’altro che parsimoniose! Come se con il loro avvento fossero scomparse le spese pazze per le consulenze che in campagna elettorale definivano “regalate” e ora dispensano come e più dei loro predecessori. Fanno un clamoroso autogoal quando tentano un parallelo tra la tassa sul lusso soriana e la Robin Hood taxi di Tremonti: in primo luogo, perché anche la tassa cavallo di battaglia del presidente della regione è stata dichiarata illegittima e la Regione dovrà pagare fior di quattrini in rimborsi: in secondo luogo perché i destinatari del provvedimento del ministro del centro-destra sono ben altri rispetto ai turisti e ai fratelli sardi che hanno dovuto mettere la mano nel portafogli per una mera operazione propagandistica andata male. Se sono sicuri di essere dalla parte della ragione, perché i “gerarchi” del PD non provano ad uscire dal Palazzo, a recarsi in una bottega per fare la spesa e dire che pagheranno con i soldi che guadagneranno nel 2012? Forse avrebbero un assaggio di quello che pensa la Sardegna: la Sardegna reale, non gli animali da convegno, ingrassati a suon di consulenze, premi letterari ed altri zuccherini, pronti sempre ad applaudire acriticamente il loro mecenate!
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