Erstellt von:
Alessandro Serra
30/05/2008

Solitamente quando un politico viene contestato si dice: “Tizio contestato da un gruppo etc. etc.” e, giuste o sbagliate che siano le loro ragioni, si spiegano le motivazioni dei manifestanti. Così non è quando la contestazione è rivolta contro il presidente della Regione, Renato Soru. In questo caso il più delle volte sono i dimostranti a doversi quasi scusare di avere espresso il proprio dissenso: si attiva, infatti, una macchina di solidarietà mediatica nei confronti del politico sanlurese che mette insieme, come un sol uomo, consiglieri comunali, circoscrizionali, sedicenti ambientalisti, pseudo-intellettuali e giratori di frittata vari, che suonano forte la grancassa della propaganda per coprire il chiasso dei “barbari” contestatori. Una solidarietà che va oltre la normale disciplina di partito e della dignità delle persone che la esprimono perché raggiunge livelli di appiattimento e acriticità mai visti, almeno in democrazia, in Sardegna. L’enfasi con cui questi signori sostengono il loro leader è tale da rendere evidente che il più delle volte non è spontaneo. Anche quando si parla del miglior sindaco o del miglior presidente del centro-destra, avrei difficoltà a assumere un atteggiamento simile a quello tenuto dai nostri avversari, che negano ogni errore ed esaltano lo splendore dell’operato soriano. Così quando qualcuno prova a dissentire subito si trova letteralmente travolto dall’onda anomala di saliva dei “lecca-lecca”, che, ben guardandosi dal rispondere alle osservazioni di chi manifesta, contestano il fatto che si contesti! L’armamentario è quello di sempre: chi contesta Soru è un ignorante o è un fascista. Di fronte alla Manifattura Tabacchi l’altro giorno c’era il professor Giorgio Pellegrini e dargli dell’ignorante veniva male a coloro i quali forse potrebbero chiedergli qualche ripetizione. Ma c’erano anche i ragazzi di Azione Giovani ed il fascista è servito! “Cori che ricordavano il ventennio” hanno commentato i soldatini di plastica del PD. Naturalmente non è vero: la contestazione, pur avendo toni molto netti, non ha fatto alcun richiamo al 20ennio. I ragazzi di AG esponevano uno striscione sul quale ironizzavano sulle spese del presidente e, parafrasando lo spot di una nota carta di credito domandavano: “Portare l’immondizia campana non ha prezzo?” La contestazione era tanto pacifica che perfino alcuni esponenti del PD che hanno scritto il comunicato si sono avvicinati a scambiare due chiacchiere. Ieri è apparso su un quotidiano anche un articolo anonimo (chi nasconde il proprio nome non merita rispetto) in cui si parlava di ragazzi “prezzolati”: saremo ben lieti di approfondire il tema dei mercenari della politica e della cultura e vedremo se ad essere prezzolati siano i contestatori del presidente o, piuttosto, i suoi sostenitori, ingrassati a suon di incarichi, consulenze ed altri benefici di ogni genere. Questa minoranza elitaria della società costantemente impegnata a mostrare come mecenatismo quella che è solamente prodigalità di soldi pubblici può affannarsi quanto vuole a celebrare le gesta del suo leader e a diffondere l’idea secondo la quale tutti lo amano e solo pochi ignoranti e fascisti non comprendono la grandiosità delle sue imprese eroiche: quando la parola dalle claque organizzate passerà al popolo, sveglieremo lorsignori dal loro sogno dorato!
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