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Inviato da: Alessandro Serra
30/03/2008

Un segnale forte dalla comunità di Gavoi: prelievi volontari per l’analisi del dna.  Una proposta di cui si parla molto in paese e che vuole essere un contributo concreto alle indagini sull’assassinio di Dina Dore.  Il sindaco Salvatore Lai è d’accordo: “incoraggerei chi volesse aderire”. 

Intanto i reperti raccolti nel garage della famiglia Rocca e altri recuperati nelle vicinanze della casa di via Sant’Antioco, vengono sottoposti oggi agli accertamenti di laboratori  specializzati di Roma. I risultati si conosceranno soltanto nei prossimi giorni e saranno determinanti per la ricostruzione definitiva della tragedia di mercoledì sera. 

Cominciano comunque a definirsi gli scenari più attendibili della drammatica aggressione.  Gli inquirenti sembrano orientati a privilegiare l’ipotesi del  blitz di un gruppo di balordi con l’obiettivo di una rapina o di un tentativo di estorsione.  Quanto emerso finora condurrebbe infatti ad una azione condotta senza il sangue freddo di professionisti del crimine: Dina Dore ha reagito all’aggressione, soprattutto per difendere la bambina, e i malviventi hanno perso il controllo, prima stordendola con un colpo alla testa e poi immobilizzandola con il nastro adesivo.  Non sono state trovate impronte significative sulle pinze recuperate all’interno del garage di casa Rocca, e usate presumibilmente per tagliare il nastro, e nemmeno su altri reperti. Anche i frammenti di nastro adesivo raccolti dagli investigatori non riporterebbero, stando agli esami effettuati finora, tracce utili all’identificazione del dna degli aggressori. 

Anche il marito della vittima, Francesco Rocca,  pur senza escludere l’ipotesi iniziale, quella di un sequestro fallito, condivide la pista del tentativo di rapina da parte di una banda di balordi “aiutati da qualcuno del paese”. Rocca non ha voluto commentare le “chiacchiere” sui suoi rapporti con la famiglia della moglie e ha definito “stupidaggini” le voci su una vendetta legata ad operazioni immobiliari o al mondi dei cavalli. Il professionista ha anche confermato la sua fiducia nel lavoro degli inquirenti.

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 Alessandro Serra - Cagliari