Inviato da:
Alessandro Serra
27/03/2008
Un atto consiliare scoperto da An prevedeva la restituzione di alcune aree
L'ex Manifattura Tabacchi appartiene al Comune. A sostenerlo sono i
consiglieri comunali di Alleanza Nazionale che si sono trasformati in
topi di biblioteca scovando dei documenti che risalgono all'ottobre del
1899 e che attestano la cessione di aree comunali alla Manifattura per
l'ampliamento della stessa. Atti che prevedevano, in caso di cessazione
dell'attività, la restituzione dei terreni al Comune. «In poche
parole», commenta il capogruppo di An, Alessandro Serra, «la
Manifattura potrebbe essere almeno in parte di proprietà comunale».
La scoperta è stata fatta spulciando tra i plichi dell'archivio del
Comune. Fino a trovare un documento del 28 settembre 1899 in cui il
Consiglio comunale deliberava un ordine del giorno che dava facoltà
alla Giunta di acquistare dagli eredi David, alle migliori possibili
condizioni e per somma non superiore a 34.149, l'area retrostante alla
reale Manifattura dei tabacchi e farne contemporanea gratuita cessione
al Governo . Qualche riga sotto il passaggio decisivo: Stabilendo
nell'atto di cessione al Governo il patto di reversibilità della parte
d'area nel caso di chiusura dello stabilimento .
La battaglia politica che Alleanza nazionale, e altri gruppi del
centrodestra in Comune, stanno portando avanti per restituire alla
città la Manifattura dunque si arricchisce di un nuovo elemento che
potrebbe aprire un altro fronte: quello giuridico. «Verificheremo»,
spiega Serra, «se ci sono i presupposti per seguire questa strada
facendo leva su un documento storico. Accanto alle nostre proteste
politiche ci siamo attivati da tempo per trovare atti concreti a
sostegno della nostra tesi, e cioè che la Manifattura deve appartenere
alla città di Cagliari. Sapevamo dell'esistenza di alcuni documenti di
questo tipo ora cercheremo gli altri come quello relativo alla stipula
del contratto di vendita».
Serra, sostenuto dagli altri consiglieri di An e dall'assessore alla
Cultura, Giorgio Pellegrini, torna poi all'attacco della Regione:
«Finora», ricorda, «non siamo stati coinvolti e neanche interpellati.
Anzi siamo stati esclusi e ostacolati. Lo scorso anno non ci è stato
concesso il cortile interno per lo svolgimento del cartellone estivo
del cinema all'aperto. Le motivazioni furono legate alla poca sicurezza
dell'immobile. Scuse perché l'amministrazione regionale ha organizzato,
prima e dopo, altre iniziative portando all'interno della Manifattura
migliaia di persone». (m. v.)
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