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Inviato da: Alessandro Serra
15/01/2008

Diciamo subito che noi condanniamo la violenza da qualunque parte venga. Già questo ci distingue da voi, cosiddetti democratici, in quanto l’ultima aggressione ad un politico, alla vita privata di un politico, non è stata quella in piazza Martiri contro Emilio Lussu, ma quella di piazzetta Dettori contro Giorgio Pellegrini, ma in quell’occasione, lungi dal manifestare solidarietà e dissociarvi da quei fatti, avete usato parole di scherno con un atteggiamento complice nei confronti dei violenti. Né abbiamo registrato alcuna parola di rammarico da parte del presidente della Regione per i fatti avvenuti al porto canale.

 

Condanniamo la violenza e allo stesso tempo respingiamo al mittente le accuse e le allusioni di chi in qualche modo ha imputato al centro-destra e al sindaco la responsabilità dei fatti di Bonaria.  A chi ha giovato l’episodio dell’altra sera? Anche un bambino comprenderebbe che quella situazione ha trasformato quello che appariva come carnefice, in una vittima e, addirittura, agli occhi di chi tra voi riesce a dirlo senza ridere, in un novello “Cavaliere dei rossomori”.

E la dimostrazione risiede anche nel fatto che, mentre venerdì avete cercato in preda all’imbarazzo di evitare la discussione (vuoi tentando di far mancare il numero legale a inizio seduta, vuoi adducendo una irritualità regolamentare che sarebbe invece invocabile oggi per il modo in cui si sta svolgendo questa discussione), oggi siete qui non certo avviliti, né dispiaciuti, ma ringalluzziti da quei fatti che danno a voi un argomento per contrabbandare quello che è un despota come un eroe della resistenza.

 

In verità gli atti di teppismo compiuti da una minoranza ben individuata non possono inficiare la protesta legittima, civile e democratica contro una decisione autoritaria, avvolta dal segreto, coperta dalla menzogna e assolutamente illegittima.

 

Ancora oggi non sappiamo quanti rifiuti arriveranno, quali, né quando, né per quanto tempo. Quando parla di “cattiva informazione” il presidente della regione rimproveri sé stesso! Quando dice che la discussione deve tornare nei luoghi istituzionali, domandi all’unica persona con la quale ha parlato – sempre sé stesso- perché si è ben guardato di discutere nei luoghi di democrazia. E’ forse questo il modello di “democrazia partecipata” del centro-sinistra? Voglio ricordare che abbiamo saputo per caso, dalla televisione dell’arrivo della nave carica di rifiuti al porto di Cagliari.

 

L’8 gennaio 2008 la regione ha diramato un comunicato nel quale diceva che “nella conversazione telefonica di ieri mattina fra il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, e il Presidente della Regione, Renato Soru, non si è parlato dello stato attuale né della prospettiva dello smaltimento dei rifiuti in Sardegna

Il 9 gennaio un quotidiano locale ha scritto che lunedì (7 gennaio) il presidente della Regione ha dato il proprio consenso al trasporto in Sardegna dei rifiuti campani. Altro che democrazia partecipata, siamo all’eco-ballismo!

Sulla credibilità di chi governa la regione noi un’idea l’avevamo già, ma in questo caso è stata nascosta la verità ed il presidente ha mentito ai Sardi!

E non crediamo nemmeno all’eco-balla della solidarietà. Se fosse stato veramente un gesto nobile, perché nasconderlo, perché farlo al buio della notte, perché i cittadini sardi, notoriamente inclini a gesti generosi, non avevano diritto di sapere?

Avete detto che noi parliamo alla pancia del popolo, ma voi non parlate per niente al popolo: parlate fra di voi, alle manifestazioni dove vi applaudite da soli con le cricche di pseudo-intellettuali sprizzanti auto-compiacimento, di ambientavendoli e altri cortigiani radical-chic del presidente.

A chi ha offerto solidarietà? A chi ha sperperato miliardi e miliardi? A chi ha assunto 2000 netturbini lasciati lì a girarsi i pollici mentre l’esercito fa le pulizie? A chi è sotto processo proprio per l’appalto sulla raccolta dei rifiuti e la farà franca proprio perché il processo si avvia verso la prescrizione. La notizia di ieri è che è saltata nuovamente la seconda udienza del processo contro Bassolino. Non abbiamo sentito una sola parola contro i responsabili di questo sfascio, che una volta “passata a’nuttata” torneranno a fare danni a Napoli, alla Campania ed all’intera comunità nazionale. Basta parlare di emergenza! E’proprio questa parolina magica la “password” degli affari della malavita organizzata. Uno speciale di Sky-tg24 ha ben spiegato come vi sia una vera e propria industria dell’emergenza… Lo stesso sindaco Jervolino ha detto che Romano Prodi sapeva già da gennaio 2007 della situazione in cui sarebbe finita la città di Napoli.

La nostra indignazione, giusta, legittima e democratica è verso una decisione che viola la L.R. 6/2001, che espressamente fa “divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire, nel territorio della Sardegna, rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale”.

La norma, come ha ben spiegato il prof. Pubusa, è stata dichiarata costituzionalmente legittima con sent. N. 12/2007 della Corte Costituzionale, espressamente nella parte in cui vieta l’importazione nel’isola di rifiuti ordinari, ritenendo invece illegittimo il divieto relativo a quelli speciali pericolosi.

 

L’ordinanza del governo dice che il commissario “può disporre lo smaltimento o il trattamento al di fuori della regione Campania, d’intesa con i presidenti delle regioni interessate”. L’ordinanza, dunque, non impone alcunché alle regioni (non può farlo). Chiede l’intesa. Ma il presidente Soru non poteva offrire alcuna intesa al Commissario per il divieto impostogli dalla legge. Il prof. Pubusa ha altresì ricordato che comunque le ordinanze devono essere rese pubbliche, motivate, devono avere un contenuto preciso e non devono incidere sui diritti fondamentali dei cittadini. Qui, almeno per la Sardegna, la legge le vieta.  In ogni caso non si è a conoscenza di un’ordinanza specifica per la Sardegna  né di De Gennaro, né di Soru o, almeno, non c’è stata la pubblicazione.

 

L’ordinanza di Prodi che ha conferito a De Gennaro i “super-poteri”è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 dell’11 gennaio, mentre la nave è sbarcata a Cagliari 10 e presumibilmente i rifiuti sono stati imbarcati il giorno prima. E’evidente che siamo ben al di fuori dell’alveo della legalità.

 

Noi non contestiamo il sig. Soru come persona, contestiamo e rivendichiamo il diritto di criticare nelle forme, nei modi e nei luoghi della democrazia, un presidente che ha agito per le vie di fatto senza che i suoi “editti repentini” poggiassero su una benché minima base di legalità.

 

Il presidente dovrebbe leggere dall’inizio la Costituzione e, in particolare, l’art. 1, secondo comma, che dice: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

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2 commenti...

Re: Consiglio sui fatti di Bonaria. Il mio intervento.

Ma vaffanculo va
Alessandro Serra (Rifondazione Comunista)

Da Alessandro Serra a   16/01/2008

Re: Consiglio sui fatti di Bonaria. Il mio intervento.

Bene, ecco una breve e sintetica espressione di cosa intende una certa sinistra per democrazia. Colgo l'occasione per ricordare che il deputato di RC, Caruso, ha lanciato le sue solite minacce, dicendo che qualora avessero tentato di portare i rifiuti nel Sannio non sarebbe bastato l'esercito. Mi spiace solo che il commentatore porti il mio stesso nome.
Alessandro Serra (Alleanza Nazionale)

Da 1418151@aruba.it a   16/01/2008

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