"Se il ministro dei Beni Culturali vuole qualita' architettonica non
dovra' consentire che la biblioteca europea di Milano venga costruita.
Non basterebbero tutti gli artisti del mondo per renderla un luogo
vivo". Lo scrive Vittorio Sgarbi sul quotidiano 'Il Giornale'. "Altra
lodevole impresa - prosegue - fortemente voluta dall'assessore alla
cultura Carruba e della ben nota dottoressa Mottola Molfino che hanno
promosso un concorso pubblico vinto dall'architetto Peter Wilson
nell'area dell'ex scalo ferroviario di Porta Vittoria. Nonostante la
passione e la buona volonta' di Antonio Padoa-Scioppa che e'
fervidamente convinto della bonta' dell'impresa, il progetto e' di
inarrivabile bruttezza, quasi peggio dell'Ara Pacis a Roma".
"Probabilmente
un edificio funzionale ma mostruoso - continua Sgarbi - per il quale
sono necessari, anche con ulteriori acquisizioni di patrimonio
librario, circa 300 milioni di euro. Un'impresa perfetta per una
concezione retorica dell'Expo e nobile per le sue finalita'. Ma la
citta' della biblioteca Sormani, della Braidense, dell'Ambrosiana, in
mirabili edifici storici, non puo' accogliere il suo patrimonio
librario, anche volto al futuro, in una struttura cosi' banale e
sciocca con incastri di volumi di concezione architettonica attardata
come nei peggiori anni settanta".
"Meglio risparmiare quei denari
e spenderli per acquisire edifici storici - conclude Sgarbi - nei cui
spazi umani accogliere i libri e la documentazione previsti per la
biblioteca europea. Sostenere la ricerca, aiutare i giovani,
contribuire ai loro progetti, donare loro libri con quei 300 milioni di
euro e' certamente una soluzione piu' intelligente e giusta per
favorire l'idea di una citta' di lettori sensibili e curiosi che non
sono gli astratti numeri che renderebbero necessaria la ...